08 febbraio 2008

IL BECCHINO

Quando la bara è messa nel loculo
arriva lui, il becchino.
Il suo cappello e la sua divisa grigi
gli aprono una strada attraverso la gente
quasi intimorita, da questa figura.
Gli attrezzi sono gia li, per terra
ai piedi della parete.
Lui si piega e comincia a lavorare,
e intanto tutti, tenendosi a rispettosa distanza,
lo osservano quasi stupiti.
Con calma professionale
e grande esperienza
costruisce quel muro
che per sempre dividerà
la salma dai suoi amici, conoscenti e cari.
Spesso è quello il momento in cui
ci si rende conto che chiunque ci sia
dentro quella bara
non ci parlerà più
non ci sorriderà più
non ci abbraccerà più.
Ma il becchino continua
con la sua cazzuola la calce
e quei terribili mattoni di legno.
Di legno, come sembra essere il suo cuore.
Ma sono certo che quell'uomo vestito di grigio
è l'unico che capiscese e quanto bene
volevano al defunto;
quelle persone che ora la fissano
mentre sta' lavorando.
(Mi piacerebbe che quel muro, quando vi sarò io dentro la bara,
fosse costruito da qualcuno che mi conosce, o è meglio dire
che mi conosceva?)

#Marzo 1989#



(Vi prego fate che io non venga murato,
qualunque cosa ma non chiuso in un muro! 30.Marzo.1995)









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